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RECOVERY- Nuovi paradigmi per la salute mentale

RECOVERY – Nuovi Paradigmi per la salute mentale
Il tema della recovery nel campo della salute mentale e della riabilitazione psicosociale si sta conquistando spazi sempre più ampi di interesse ed attenzione. In questo senso “RECOVERY- Nuovi paradigmi per la salute mentale”, testo edito da Cortina e curato da Antonio Maone, psichiatra presso il DSM della Roma A e Barbara D’Avanzo responsabile del laboratorio di Epidemiologia e psichiatria sociale dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano ne offre una ampia visione .
L’assunto fondamentale del concetto di Recovery è che non sia più così scontato che chi imposta, definisce e gestisce terapia, interventi riabilitativi, ecc sia l’unico ed assoluto depositario del sapere e del decidere. Perciò il modello di Recovery è impostato sulla costruzione di nuovi paradigmi di intervento , dove la componente individuale ha un ruolo fondante e propositivo. Come scrive in proposito anche B. Saraceni “Recovery ha molto a che fare con il modo con cui l’operatore della psichiatria si confronta con la domanda.”
Ecco il punto centrale che non potrà non interessare ed affascinare tutti gli operatori della salute mentale che credono che il paziente sia sempre il fulcro della relazione e dell’intervento è proprio questo: “chi davvero sa cosa è meglio fare?”. Forse il paziente che vive in prima persona la devastante esperienza della follia sa e può suggerire allo psichiatra quello che in un determinato momento può essere meglio per lui. E’ quindi da parte del paziente un riacquistare spazio nella relazione terapeutica ma non più e non solo come fruitore passivo di situazioni costruite da chi “sa cosa va bene per lui”, ma proprio come soggetto attivo che vede,51k5v9mltFL._SX321_BO1,204,203,200_ vive, conosce il suo stato e rispetto a questo stato è in grado di ridefinirsi anche entrando contrattualmente e dialetticamente nell’operatività del processo terapeutico. Un modo di ripensare la presenza terapeutico-riabilitativa dello psichiatra da una posizione alternativa e complementare, in cui anche il “sapere” medico oltre essere rivisto in chiave critica e dinamica viene messo in gioco in maniera condivisa con i pazienti, nel percorso che li porterà a riappropriarsi delle loro esistenze, al di là ed oltre la malattia.

Buona Lettura! Stefania Cerino

Recovery- Nuovi Paradigmi per la salute mentale, a cura di A. Maone e B. D’Avanzo, Cortina, 2015.