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Recensione del film “Teneramente folle” (Infinitely Polar Bear-2014)

Storia di un padre affetto da disturbo bipolare che si prende cura delle figlie e viceversa…

Si tratta della storia autobiografica della sceneggiatrice e regista (al suo esordio come tale) Maja Forbes, che rievoca la sua infanzia e quella della sorella più piccola alle prese con un padre affetto da disturbo bipolare. Il titolo italiano non rende giustizia all’originale inglese che suona: “infinitamente orso polare”. Il riferimento all’orso polare e ai supposti comportamenti insoliti di tale creatura è il frutto di un tentativo da parte della figlia più piccola di spiegarsi e al contempo spiegare agli amichetti il termine “bipolare” che aveva sentito ripetere più volte ai genitori in relazione alle stranezze del padre. Lo sguardo della regista è certo molto affettuoso e anche nostalgico, ma senza fare troppi sconti ai notevoli problemi causati dai comportamenti incongrui dell’”orso polare” in questione. Si parla di litio (preso, sospeso e ripreso), di eccessi vari, di abuso di alcol, di oscillazioni dell’umore, ma anche (e soprattutto) di vita, affetti, tentativi, ora adeguati ora assolutamente no, di far fronte ai ruoli attesi, alle responsabilità, al prendersi cura dell’altro. E, come spesso capita in situazioni familiari di questo tipo, non sempre è l’adulto che si fa carico esclusivo di accudire, ma il il compito ricade spesso sui figli stessi. E’ un film che sicuramente coglie e sottolinea alcune di quelle dimensioni di cui il recovery movement si fa portavoce: la vita nonostante la malattia, la vita al di là della malattia. Gli interpreti, su cui svetta un debordante Mark Ruffalo, sono assolutamente calati nei rispettivi ruoli, compresa la figlia della regista stessa, che interpreta sua madre da piccola. E’ infatti dalla prospettiva della bambina, che è anche voce narrante fuoricampo, che si sviluppa la narrazione, in un gioco di rimandi familiari che conferiscono genuinità al film senza intaccarne l’assoluta godibilità per lo spettatore.

infinitely_polar_bear_ver2_xlgLuigi Basso