Progetti di housing per persone con disagio mentale

Sono particolarmente contenta di presentare il booklet che descrive questo interessante e innovativo progetto! Il nostro past president Josè Mannu ha lavorato negli ultimi anni insieme a colleghi internazionali, alla realizzazione di un’iniziativa che non riguarda solo l’housing, ma che prevede un’ottica molto più ampia, innovativa e di vera inclusione! Il manuale diventa quindi uno strumento importante per prendere spunto, farsi ispirare e, perchè no, replicare il più possibile questa che non è solo una buona prassi, ma soprattutto un modello di lavoro. Di seguito riportiamo l’articolo dell’OMCeO.

Buona Lettura! Silvia Merlin

Housing, salute mentale, diritti umani e recovery: problemi e soluzioni per accrescere le competenze di utenti, famiglie, professionisti e cittadini. Sono i risultati di CIVIC (Competent Inhabitants to Valorise Inclusive Communities), un progetto internazionale, supportato dal programma europeo Erasmus+, che ha visto la partecipazione di rappresentanti di Grecia, Croazia, Portogallo e Irlanda del Nord con il coordinamento per l’Italia del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Roma 2, la più grande azienda sanitaria della nazione con un bacino di utenza di circa 1mln300mila abitanti. Così in una nota l’Asl Roma 2.

Dopo due anni di lavoro è stato pubblicato su www.housing-project.eu nella sezione CIVIC il booklet finale in più lingue che in 75 pagine mette a fuoco tematiche formative, riporta esempi e propone soluzioni ad alcune questioni comuni all’abitare di persone con esperienza di disagio mentale grave, basandosi su situazioni di vita reale. In appendice “Il timone della recovery”, uno strumento di orientamento per la riabilitazione che accompagna i progetti di housing, un glossario e un’ampia bibliografia.

Nove gli argomenti principali affrontati: La scelta dell’abitazione, finanziamento e soddisfazione degli utenti – Diritti, processo decisionale e responsabilità – Valutazione, motivazione e recovery- Riabilitazione, case management e supporto tra pari – Inclusione sociale e risorse della comunità – Flessibilità e coordinamento tra i servizi, comprese le ONG – Combattere lo stigma e la discriminazione – Monitoraggio e valutazione – Educazione permanente.

“CIVIC è fondato su un approccio community-based che rappresenta la carta vincente nell’ambito dei trattamenti bio-psico-sociali in salute mentale”, ha affermato Massimo Cozza, psichiatra, direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 2 nell’ambito del quale sono presenti 35 appartamenti supportati con circa 100 utenti. Per Giorgio Casati, direttore generale dell’ASL Roma 2, “si tratta di un riconoscimento europeo delle buone pratiche realizzate nell’ambito dei principi dell’integrazione sociosanitaria, stella polare della nostra azienda”.

 

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