SOCIAL SKILL TRAINING PER IL TRATTAMENTO DELLA SCHIZOFRENIA. Guida pratica. (Bellack, Mueser, Gingerich, Agresta)

SOCIAL SKILL TRAINING PER IL TRATTAMENTO DELLA SCHIZOFRENIA. Guida pratica. (Bellack, Mueser, Gingerich, Agresta)

14 marzo 2016 Non attivi Di Silvia Merlin

SST

Il manuale di Social Skill Training è indubbiamente uno degli immancabili nella libreria di chi si occupa di riabilitazione psicosociale. Prima di tutto perché l’intervento sulle abilità sociali è un Evidence Based, ed è uno dei pochi con traduzione italiana (grazie al Dott. Nicolò). In secondo luogo perché Bellack e colleghi, con il loro stile pragmatico e strutturato, riescono a rendere fruibile e di comune utilizzo tecniche che non sono così scontate o immediate. Infine posso indicarlo perché, dopo un’esperienza di diversi anni, i gruppi di SST sono tra i miei preferiti: sono piacevoli, aiutano a collaborare con i pazienti sviluppando una modalità costruttiva e orizzontale, sviluppano abilità per cui non è tanto l’operatore capace ad entrare in relazione con il paziente 8rischiando lunghi monologhi!!!), quanto piuttosto è il paziente che finalmente può entrare in relazione con chi desidera! E vi assicuro che sentire i propri pazienti affermare di aver trovato strategie che permettono loro di essere se stessi, non è cosa da poco! Provare per credere!

Il libro si divide in due parti:

  1. definizione dei principi, spiegazione dei deficit di abilità sociali, e strutturazione del gruppo. Sono molto ben descritte alcune tecniche di matrice cognitivo comportamentale (feedback e rinforzi, role play,..) trasversali a tutto il lavoro riabilitativo. Anche se non si implementerà l’intervento, questa parte dovrebbe essere bagaglio di ogni operatore che opera in riabilitazione.
  2. suggerimenti per sviluppare il lavoro di definizione e apprendimento di abilità specifiche. Semplice ma molto concreta, questa seconda parte è indispensabile per chi si vuole cimentare la prima volta nell’organizzazione di un gruppo di SST.

Unico neo… l’età! Ormai anche questo testo è diventato maggiorenne (nel 2015 ha fatto 18 anni). Pur essendo uno sconosciuto in Italia (viene usato pochissimo!!!) manca di un’integrazione con tutta una serie di interventi successivi che potrebbero invece potenziarne gli effetti: rimedio cognitivo e training meta cognitivo per sviluppare una maggior capacità di adattare l’abilità al contesto e favorire la competenza sociale (non solo l’acquisizione di abilità singole) e case management (stile ACT) per favorire la generalizzazione dell’abilità.

Buona lettura!

Silvia Merlin